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Coppia. Donna e uomo di fronte all'amore. Uguali ma diversi

Questo articolo è l'abstract della mia conferenza tenuta il 26 maggio 2010, in occasione del MIP a Trento.
 
 

Le relazioni sono proprie dell'essere umano, il quale non può vivere da solo, senza legami affettivi e John Donne (poeta inglese, 1572-1631) espresse bene tale concetto attraverso la frase di una sua poesia "nessun uomo è un'isola; nessun uomo sta solo". Anche lo psicologo statunitense Maslow ha evidenziato tale realtà quando, nella sua piramide dei bisogni, ha inserito le relazioni al terzo posto, subito dopo i bisogni fisiologici quali mangiare e dormire e i bisogni di sicurezza, come la salute.

Tutto ciò sottolinea l'importanza che l'amore – il sentirsi amato e il dare amore – ricopre per l'essere umano.

Diversi studi hanno dimostrato che la carenza di cure affettive e le separazioni precoci producono fin dai primi mesi di vita perdita di peso, insonnia, rifiuto del contatto fisico, ritardo dello sviluppo motorio e cognitivo, tendenza a contrarre malattie, forte insicurezza e inibizione.

Oltre alla relazione genitori-figli, il rapporto di coppia è un altro legame fondamentale ma non privo di difficoltà e di momenti altalenanti. Essendo un argomento molto delicato e complesso non ho la pretesa di essere esaustiva e di spiegare come funziona il rapporto di coppia; quello che vorrei è lasciare degli interrogativi che muovendosi dentro ognuno di voi possano permettervi di riflettere su ciò che significa per ogni soggetto vivere in due, amarsi, condividere, confrontarsi, essere consapevole che esistono delle differenze di genere e scoprire COME e SE l'esistenza di tali diversità tra l'uomo e la donna possa influire su un rapporto di coppia.

Cercherò di delineare alcune differenze di genere e premetto che questi tratti verranno descritti come “rigidi, puri” e tipici dell'uno o dell'altro sesso semplicemente per spiegare meglio alcuni comportamenti dell'uomo e della donna mentre in ogni soggetto coesistono caratteristiche femminili e maschili. Inoltre, vorrei puntualizzare che esiste una diversità individuale: nella formazione della personalità e nella costruzione dell'identità entrano in gioco fattori biologici, culturali, sociali e familiari che interagiscono dando vita ad un essere unico, speciale ed ogni soggetto, di conseguenza, reagisce anche in modo diverso di fronte all'amore.

Comprendere l'altro sesso è una questione spinosa che accomuna tutti: giovani e meno giovani. Lo stesso Freud (1856-1939) un giorno scrisse: “il grande quesito a cui non sono riuscito mai a dare una risposta malgrado i miei 30 anni di ricerca nell'animo femminile è: che cosa vuole una donna?” e lasciatemi dire che se Freud fosse stato una donna avrebbe detto il contrario: “cosa vuole un uomo?”

Sono state spese migliaia di parole, scritti molti libri per comprendere meglio noi stessi ed il nostro partner; se “l'uomo viene da Marte e la donna da Venere” e se siamo così diversi perchè non riusciamo a fare a meno l'uno dell'altra e trascorriamo anni della nostra vita a cercare l'anima gemella?

Ma torniamo per un attimo alla parola “diverso”: spesso essa non ci piace, a volte ci fa paura soprattutto se pensiamo a quanto questo abbia influito nei secoli scorsi a rendere la condizione della donna veramente invivibile. Ci si è nascosti dietro la parola “diversità” per giustificare gli atti di violenza fisica e psicologica sulle donne e sembra che tale termine sia diventato sinonimo di inferiorità. Ma è bene evidenziare che "differenza" non è il contrario di uguaglianza: diverso significa semplicemente che non è uguale ma non dice che l'uno valga più o meno dell'altro. Credo che questo sia un concetto fondamentale proprio perchè tale errore ci fa negare le differenze tra i due sessi. L'uomo e la donna si differenziano per atteggiamenti, modi di pensare, di sentire, di esprimere le proprie emozioni, di comunicare e di relazionarsi.

Durante l'innamoramento si guarda soprattutto a ciò che ci rende simile all'altro, quasi come se non si volessero vedere le differenze di sensibilità, di valori, di modi di esprimersi, come se si temesse che esse possano divenire un motivo per allontanare, per dividere, per separare dall'altro ma col tempo le diversità emergono, perchè ci sono e anzichè nasconderle è necessario riconoscerle, essere consapevoli della loro esistenza ed evitare così che possano provocare dei disguidi. Bisogna imparare ad utilizzarle come una grande ricchezza.

Fin dall'infanzia la personalità della bambina sembra più orientata alla cooperazione, allo scambio, alla comunicazione, alla vicinanza, al riconoscimento dell'altro; la donna ha sviluppato un tipo di comunicazione verbale e intuitiva dei sentimenti per cui il cervello femminile è molto più portato all'intimità, all'interiorità, all'intuizione e all'espressione verbale. Mentre fin da piccoli, la personalità dei maschietti sembra più orientata verso il potere, il controllo, la gerarchia e la razionalità. L'uomo ama sentirsi necessario e risolvere problemi; vuole accontentare la propria compagna ed è indipendente, competitivo e dominatore. Eccelle nelle abilità spaziali e matematiche.

Alcune differenze sono ovvie e spesso vengono utilizzate dai cabaretisti nei loro spettacoli: l'uomo va in bagno per un bisogno fisiologico, le donne lo utilizzano come salotti o centri di bellezza. Le donne accusano gli uomini di essere insensibili e di non ascoltare, gli uomini le accusano di non sapere guidare, di non saper leggere le carte stradali e di non avere il senso dell'orientamento. Gli uomini non sanno mai trovare le camicie nell'armadio, mentre le donne non riescono a trovare la strada per raggiungere una meta. Gli uomini si stupiscono di come una donna non noti la spia dell'olio che lampeggia in macchina ma hanno i radar per captare le briciole cadute sotto al tavolo.

I due si differenziano anche all'interno della sfera sessuale: il desiderio sessuale è il risultato di un cocktail ormonale rilasciato dal cervello. Per la donna, fattori psicologici quali fiducia, premurosità, disponibilità al dialogo, intimità, senso di protezione e benessere generale si combinano a creare le condizioni in cui il cervello rilascia il suddetto cocktail ormonale. Deve dunque esserci innanzitutto un "contatto emotivo" e la sua eccitazione è legata all'udito. All'uomo non occorre necessariamente tale coinvolgimento emotivo, poichè il cervello maschile è in grado di rilasciare il mix ormonale in ogni momento e in ogni luogo e la sua eccitazione passa per la vista.

Altra distinzione riguarda il centro d'interesse che per la donna è costituito dalle persone, dalle relazioni, mentre l'uomo è più interessato alla realtà oggettiva, ai fatti.

Tale differenza influisce sulla comunicazione: per una donna comunicare è instaurare delle relazioni, rinsaldare dei legami; il suo linguaggio è costituito da uno stile comunicativo complesso ed indiretto. Esterna i propri pensieri - “pensa ad alta voce” - ed il silenzio è spesso visto come segno di distacco o come sintomo di un problema. Il linguaggio dell'uomo è più diretto, semplice, utilizza la comunicazione per raccontare fatti e narrare eventi. E' più un linguaggio mentale - “parla fra sè” - e può restare in silenzio per un lungo periodo di tempo senza sentirsi in disagio.

Altro luogo in cui si esplicano le differenze di genere è l'autostima: la donna lega la valutazione positiva di se stessa al piano dei sentimenti e degli affetti; anche quando ha un lavoro gratificante non è su di esso che poggia la stima di sé. Lei sente di valere quando è consapevole di aver costruito una buona famiglia, quando si sente amata. L'uomo invece poggia la sua autostima su una situazione lavorativa e professionale gratificante: se ha un buon lavoro, se è stimato da capi e colleghi, si sente in gamba poiché il riconoscimento sociale gli permette di sentirsi valorizzato anche in famiglia.

Anche il modo di ascoltare l'altro è diverso: la donna ha una modalità d'ascolto più attenta e d'incoraggiamento mentre l'ascolto dell'uomo è più focalizzato a risolvere un problema, a dare e proporre una soluzione o dei suggerimenti.

Quando all'interno della coppia emergono dei conflitti o quando si è preoccupati l'uomo e la donna si differenziano anche nel loro modo di affrontare il contrasto e le ansie. La donna cerca il contatto, vuole continuare a parlarne, desidera chiarire, tende ad aggrapparsi poiché teme l'abbandono; l'uomo invece tende a sfuggire, preferisce allontanarsi finchè non gli è passata o fino a quando non ha trovato una soluzione al proprio problema poiché fa più fatica a gestire la sua parte emotiva in presenza dell'altro.

Da queste differenze possono nascere dei fraintendimenti che portano lui e lei a lamentarsi di alcuni comportamenti del partner, letti come segno di disinteresse, come distacco emotivo e spesso portano a delle fratture o delle vere e proprie rotture. Solo l'accettazione della diversità di genere porta a prendere consapevolezza del proprio Io e dell'Altro e può permettere ad ogni membro della coppia di utilizzare ciò che contraddistingue l'uno dall'altro come un tesoro che arricchirà entrambi.

Ricordiamoci inoltre che, un rapporto di coppia può essere completo e duraturo se sono presenti tre elementi fondamentali: la passione, componente motivazionale riferita all'attrazione fisica che lega i due soggetti; l'intimità, componente emotiva che ci parla di emozioni e di sentimenti costruiti nel tempo; l'impegno, componente cognitiva, che fa dire “ti ho scelto ieri, ti scelgo oggi e ti sceglierò domani”. Quest'ultima componente dunque fa riferimento ad una scelta volontaria, basata su fattori quali le affinità elettive, la condivisione di valori, di fede, di una storia, di un cammino condiviso (Sternberg).

Oggi la formula “insieme nella buona e nella cattiva sorte” sembra ormai una realtà fragile. Spesso si ricorda solo la prima parte: se splende il sole si sta insieme ma se già si intravvede qualche nuvoletta all'orizzonte la coppia si sfalda. Si sta con l'altro solo quando va tutto bene, o meglio, solo quando io sto bene e tale concetto è strettamente collegato alla nostra società: l'individualismo è entrato anche nella coppia, ogni soggetto sviluppa il santuario del proprio Io a discapito del senso del Noi. Ci si separa con facilità, la coppia è legata da un filo sottile poiché la componente cognitiva della volontà sta venendo sempre più meno. Si è perso il mito dell'amore e si evidenzia una fragilità dei legami affettivi dovuti a quell'individualismo accennato prima che vuole solo l'appagamento, non sopporta tensioni e frustrazioni e crea l'illusione che ogni nuova esperienza amorosa sia più appagante e soddisfacente dell'ultima appena vissuta e così si va alla continua ricerca di nuove sensazioni, di nuove emozioni per soddisfare il principio del “tutto e subito”: l'altro è disponibile a nostro uso e consumo, non è più l'oggetto del desiderio ma oggetto di mero soddisfacimento.

Per concludere, riassumo dicendo che l'uomo e la donna sono uguali nel loro essere, in dignità e valori, nella ricerca del loro bisogno fondamentale di relazioni, di sentirsi compresi, amati, speciali, unici per l'altro ma diversi negli atteggiamenti, nei modi di pensare, di comunicare, di relazionarsi, di percepire il mondo, di amare e di dare affetto e complementari in quanto l'uno completa l'altro.

Enza Deuscit